Difesa a tratti superba – Milano espugna il PalaDozza

Milano continua a vincere e, in parte, a convincere. I ragazzi di coach Pianigiani espugnano anche il PalaDozza contro una Virtus troppo brutta nel primo tempo per ottenere un successo nonostante la reazione durante la ripresa e uno Slaughter encomiabile. Stupisce la fase difensiva dei biancorossi, a tratti impeccabile e capace di contenere le sfuriate offensive di qualsiasi avversario. Non stupisce più, invece, la grande carica agonistica di capitan Cinciarini, il quale ormai ha sempre più salde tra le mani le redini di questa squadra, complice l’assenza forzata di Theodore.

SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
67
73

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

10 – Le palle perse delle due squadre nel primo quarto della sfida. I primi minuti dell’incontro sono caratterizzati da azioni offensive confusionarie che portano a rispettivi contropiedi: Milano li finalizza al meglio, Bologna ne sbaglia fin troppi e in modo incredibile. A differenza degli ospiti, però, la Virtus trova pessime percentuali dal campo (4/12 da due e 1/4 da tre) e vede andare a referto solamente quattro propri giocatori. La differenza non sta soltanto nel modo in cui l’Olimpia riesce a gestire la transizione (le triple, certo, sono fondamentali) ma anche nelle scelte offensive dei virtussini, i quali riescono a costruire un tiro aperto in transizione solamente con gli extra-pass che portano alla tripla di Ndoja dall’angolo. Per il resto, a fronte di un pick&roll che con Slaughter funziona benissimo – quando Tarczewski si preoccupa di guardare troppo il perimetro – vi sono molte scelte nell’andare in post spalle a canestro che non pagano praticamente mai.

5’40” – I minuti e i secondi necessari alla Virtus per trovare il primo canestro su azione nel secondo quarto, con la tripla realizzata da Oliver Lafayette per il 18-34 parziale. Il dominio difensivo dell’Olimpia è, per lunghi tratti, imbarazzante, con un Pascolo che a rimbalzo è una piovra e con un Gudaitis che accetta qualsiasi cambio difensivo e mette in piedi show, aiuti e recuperi e stoppate che strabiliano. Fortuna, per i padroni di casa, che la fase offensiva degli ospiti cominci a fare cilecca proprio dal momento in cui Lafayette trova quella tripla e che la stessa difesa dei milanesi allenti un po’ le maglie per concedere spazi a un attacco virtussino capace comunque di segnare solamente 28 punti nel primo tempo. Pesano molto le percentuali (10/28 complessivo) e i turnover (9), ma a colpire sono soprattutto certe scelte offensive di una squadra che avrebbe ben altro rendimento se volesse. Come nel primo quarto, non sono poche le transizioni sprecate e non sono poche nemmeno alcune forzature individuali.

8 – I rimbalzi conquistati da Davide Pascolo nel primo tempo, 2 dei quali offensivi (peraltro gli unici rimbalzi in attacco catturati dai biancorossi). L’ala milanese è utilissima non solo nel riciclare possessi a rimbalzo offensivo – come i due punti raccolti dalla spazzatura dopo tripla sbagliata da Bertans in uno dei momenti di maggiore difficoltà per i suoi – ma anche nello sporcare qualsiasi rimbalzo difensivo e nel leggere al meglio certi passaggi dei padroni di casa. Vederlo giocare è anzitutto un piacere per gli occhi, poiché “Dada” è uno di quei giocatori d’altri tempi che riescono ancora a calcare parquet, nonostante una pallacanestro così atletica e perimetrale, grazie a giocate e letture che testimoniano un’intelligenza più unica che rara. In fase difensiva è poi un giocatore che dovrebbe pagare tassa a tutti gli avversari ma che, invece, oggi riesce a tenere benissimo su qualsiasi marcatura, peraltro in una difesa milanese che, nei primi venti minuti del confronto, conferma gli enormi progressi fatti già nelle ultime uscite in EuroLeague.

6 – Le triple consecutive sbagliate dall’Olimpia nel terzo quarto. Se nel primo tempo il 5/12 da tre punti dei biancorossi era stato un dato statistico importante per spiegare il vantaggio di dodici lunghezze, nella terza frazione sono i rimbalzi offensivi a permettere agli ospiti di non patire troppo i tentativi di rientro della Virtus, mentre il tiro “pesante” non riesce ad essere arma importante. C’è da valutare come cambia la costruzione dei tiri da oltre l’arco: se nel primo tempo la squadra di coach Pianigiani aveva costruito con grandi ribaltamenti di lato e ottimi penetra-e-scarica, nel 3° quarto si affida unicamente alla costruzione del tiro dal palleggio, da parte di quei giocatori di maggior talento (Jerrells su tutti, in questa specialità). La differenza nella qualità delle soluzioni è emblematica dello 0% di squadra con cui Milano chiude la frazione.

5 – I punti consecutivi realizzati da Vlado Micov per invertire definitivamente l’inerzia dopo che la Virtus era rientrata decisamente in partita. Prima parte con una lezione di post-basso su Aradori, portando a casa due punti con esperienza e malizia; poi, dopo l’incredibile errore di Slaughter, punisce sul ribaltamento di fronte con una tripla dal mezz’angolo su assistenza di Cinciarini, per riportare Milano avanti di dodici lunghezze. Nonostante questi punti del serbo, l’Olimpia prova a complicarsi la vita con qualche errore di troppo (sarebbe potuto pesare l’1/2 di Bertans a cronometro fermo se Gudaitis non avesse corretto con la bimane l’errore del lettone dopo un gran rimbalzo offensivo) ma la Virtus non dà mai l’impressione di poter conquistare il successo quest’oggi.

Photo Credits: Stefano Gariboldi (qui la sua pagina Facebook)

@ PalaDozza – Bologna (BO)
TABELLINO COMPLETO

BOLOGNA NUMERI DELLA PARTITA MILANO
17 – Slaughter  PUNTI Gudaitis – 12
7 – Slaughter  RIMBALZI due giocatori – 8
6 Lafayette ASSIST Cinciarini 4
 0 – /  STOPPATE Gudaitis – 3
 25 – Slaughter  VALUTAZIONE Cinciarini – 18
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