Senza Capo né coda: Milano in scioltezza sull’Orlandina

Milano supera davvero agilmente un’Orlandina troppo brutta per essere vera e torna in testa alla classifica, a quota 26 punti, in compagnia di Brescia e Venezia (e aspettando Avellino). Poche le indicazioni tecniche offerte da una partita in cui gli ospiti recitano il ruolo della vittima sacrificale, ma è indubbio che Milano abbia dato continuità a quanto visto giovedì in EuroLeague e abbia affrontato al meglio l’unico impegno casalingo del mese di febbraio (complici l’alto numero di trasferte e le Final Eight di Firenze) anche senza poter contare su Theodore (influenza) e Micov (riposo precauzionale dopo un colpo subito a Barcellona).

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO BETALAND CAPO D’ORLANDO
91
54

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

14 – La valutazione di Kaleb Tarczewski nel primo quarto della partita. Il lungo statunitense ha un impatto devastante sul match, poiché nei 7 minuti che resta sul paquet durante la prima frazione mette insieme 7 punti, 5 rimbalzi e 2 recuperi. Offensivamente si conferma giocatore verticale come pochi, con grandi doti a rimbalzo ma dovrebbe almeno mettere un tiro dalla media distanza e non limitarsi unicamente a giocare nel pitturato, per quanto lo faccia con grandissimi risultati. Difensivamente, invece, concede pochissimo ai pari-ruolo avversari e tiene molto bene, apportando alla causa biancorossa anche due recuperi a causa di una fase offensiva degli ospiti troppo confusionaria (7 le perse di Capo d’Orlando nei primi 10′).

21 – I punti realizzati dagli ospiti nel primo tempo. Capo d’Orlando soffre tremendamente l’Olimpia sotto qualsiasi aspetto tecnico, ma offensivamente non riesce mai a mettere in difficoltà una difesa – quella dei padroni di casa – che in Italia non concederà quanto in Europa ma che comunque è vulnerabile. Le percentuali al tiro, in tal senso, sono emblematiche per i ragazzi di coach Di Carlo: 4/15 da due punti, 4/14 da tre e solamente 1/1 ai liberi. I siciliani cercano pochissimo penetrazioni o giochi a due e si affidano molto all’estemporaneità di un tiro da tre che, in catch-and-shoot, non entra praticamente quasi mai (due delle quattro triple degli ospiti le realizza Atsur dal palleggio). Le 8 perse di squadra, inoltre, non aiutano certamente una squadra che già tira con percentuali pessime e l’infortunio di Maynor – distorsione alla caviglia sinistra dopo un rimbalzo conteso in cui Cinciarini lo contrasta – è un macigno pesante da spostare.

18 – Il plus/minus di Awudu Abass nei primi 20′ della sfida. Finalmente lo si rivede sul parquet e il classe 1993 risponde con una buona prova: nessun punto realizzato (ma 0 tiri presi), 5 rimbalzi, 2 recuperi e 3 assist e tante buone letture. In fase difensiva comprende al meglio ogni iniziativa siciliana e sporca praticamente tutte le linee di passaggio disponibili nel suo raggio d’azione; offensivamente si mette al servizio dei compagni e non forza niente a livello personale. Forse in EuroLeague il livello sarà decisamente più alto, forse Capo d’Orlando sarà la peggior squadra incontrata finora, ma questa versione di Abass merita un minutaggio importante, non solo per far rifiatare alcuni compagni di ruolo.

16 – I tiri presi da Nicholas Faust dopo 3 quarti. Certo il neo-arrivato è sicuramente il giocatore più “in palla” tra le fila dell’Orlandina, ma sedici conclusioni personali – di cui solo 6 realizzate – rappresentano un numero troppo alto per una squadra che non può permettersi di avere solisti se vuole centrare una salvezza che, ad oggi, pare un miraggio. Detto delle individualità, Faust rappresenta comunque l’unica nota lieta per gli ospiti poiché apporta intensità e idee in un sistema fin troppo brutto – oggi – per essere vero. Difficile dire se il suo innesto potrà dare quel quid a una Capo d’Orlando che ha tremendamente bisogno di una scossa decisiva se vuole pensare di giocarsi le ultime dodici giornate al meglio delle sue possibilità.

1 – La doppia-doppia in questo match. A realizzarla è il solito Arturas Gudaitis, con un’altra prestazione granitica da 13 punti (6/8 da due) e 12 rimbalzi (di cui 5 offensivi) e con il solito dominio fisico-tecnico cui ci ha ben abituati in questa stagione. Vederlo ballare con quel talento nel muovere il perno e nel portare a spasso un fisico non certo da ballerino è uno spettacolo per chiunque si metta davanti allo schermo, anche nel caso in cui non tifi Milano. L’obiettivo societario – al netto di uscite direzione NBA – deve essere quello di firmarlo per molto tempo, estendendo l’accordo in essere; con Tarczewski compone una delle migliori coppie di centri di tutta Europa, al netto di lacune (specie difensive) che possono certamente essere migliorate.

Photo Credits: Stefano Gariboldi (qui la sua pagina Facebook)

@ Mediolanum Forum – Assago (MI)
TABELLINO COMPLETO

MILANO NUMERI DELLA PARTITA CAPO D’ORLANDO
14 – Bertans  PUNTI Faust – 14
12 – Gudaitis  RIMBALZI Delas – 7
 7 – Cinciarini ASSIST due giocatori 2
 0 – /  STOPPATE Delas – 1
 23 – Cinciarini  VALUTAZIONE Kulboka – 14
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