Trento vola sul 3-1, la differenza con l’Olimpia è notevole

Gara-4 che vede Trento dominare incontrastata e imporre una pallacanestro alla quale Milano non riesce nemmeno a trovare contromisure degne di chiamarsi tali. L’intensità tra le due squadre è diametralmente opposta – ed è testimoniata da recuperi difensivi e da rimbalzi attacco. Quanto visto di buono nel terzo atto della Serie non viene replicato da parte di un’Olimpia che soffre sotto qualsiasi aspetto una squadra meritatamente sul 3-1 e meritatamente in vista dell’ultimo sforzo per accedere alla prima Finale Scudetto della sua storia. La chiave principale della vittoria trentina sta in quei rimbalzi offensivi conquistati nelle prime battute della terza frazione, con Milano che non esegue un tagliafuori manco a morire e concede innumerevoli extra-possessi, convertiti direttamente o dalla lunetta (Shields con 6/6 dalla linea della carità è, in tal senso, fondamentale) da parte dei padroni di casa.

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
88
64

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

8 – La valutazione personale di João Gomes nella prima frazione di questa Gara-4. L’ala portoghese è fondamentale in entrambe le fasi, poiché offensivamente riesce subito ad entrare in ritmo da tre punti – dopo lo 0/6 messo a referto nel terzo atto della Serie – e difensivamente è presenza importante a rimbalzo oltre a regalare una clamorosa stoppata su Tarczewski. Nella prima metà dei primi 10′ di gioco è proprio Gomes a trovare le giocate che permettono ai padroni di casa di sfruttare al meglio le buone scelte difensive (i raddoppi sul pick&roll di Cinciarini); il portoghese è imprescindibile per una squadra a cui Milano concede molte triple (sette nel primo quarto, ma solo una a bersaglio, peraltro di Gomes) e per una fase difensiva che lo vede andare anche a raddoppiare sul post-basso milanese.

35.7 – La percentuale da due punti di Milano nel primo tempo. La ricerca del post-basso profondo – spasmodica in Gara-3 – latita, mentre il pick&roll con Tarczewski non paga alcun dividendo perché Trento raddoppia bene il portatore di palla e non concede perfette imbeccate per il roll del lungo biancorosso. Le uniche situazioni in cui il centro riesce ad essere devastante sono le transizioni veloci dettate da Kalnietis, peccato che quando questa transizione cominci ad affinarsi Tarczewski sia costretto alla panchina per problemi di falli personali (3 nel primo tempo). Le difficoltà di Milano non derivano unicamente da scarse percentuali da due punti, ma anche dalle troppe perse (8 nei primi 20′ della sfida) che bruciano così molti possibili tiri per i biancorossi e concedono a Trento l’unica cosa che bisognerebbe evitare: la transizione.

21.4 – La percentuale da tre punti dei padroni di casa nei primi 20′ del match. Milano concede molto a Trento da oltre l’arco (14 tentativi, contro i 18 da due) ma i bianconeri sembrano avere le polveri bagnate non riuscendo a dovere ad accendere la miccia. Non inganni la tripla di Flaccadori – fuori equilibrio e forzata – poiché la selezione dei tiri da parte della squadra allenata da coach Buscaglia è praticamente perfetta e Gomes e compagni non forzano alcun tentativo dalla lunga distanza. Il limite di questa squadra sta proprio in questa percentuale, oltre alle pecche a cronometro fermo (9/15 in lunetta nel primo tempo, contro 11/14 da parte dei biancorossi), poiché se l’Aquila riuscisse anche solo a viaggiare su medie simili a quelle fatte registrare in Regular Season (32.7) probabilmente questa Serie avrebbe visto un dominio ancor più netto dei padroni di casa.

6 – I rimbalzi offensivi conquistati da Trento solamente nella terza frazione. Statistica che spiega bene il +14 con cui i padroni di casa arrivano al 30′ di gioco, poiché gli extra-possessi portano a moltissimi viaggi in lunetta di Shavon Shields (autore di 11 punti nella terza frazione, dei quali 6 derivanti da tiro libero) e permettono ai bianconeri di allungare in maniera incredibile e coltivare quel tesoretto di vantaggio che sarà poi impreziosito da altre gemme. La differenza che frutta un parziale di 24-17 in favore dell’Aquila nella terza frazione sta anche nelle enormi difficoltà di Milano a livello fisico, poiché non è solo una questione di mancati tagliafuori, bensì trattasi anche di un’intensità completamente diversa tra le due squadre. Come detto, Shields è il giocatore più in palla nel periodo, ma le difficoltà difensive dell’Olimpia si materializzano anche nel contenimento di semplici alto-bassi e di dai-e-vai dei trentini.

20 – Le palle perse dall’Olimpia nel match. Il limite più grande di questa squadra sta proprio nei passaggi a vuoto che portano a forzature incredibili. Un esempio? La transizione condotta da Hickman con Milano sul -10: la combo-guard si arresta sulla linea da tre punti, perde il vantaggio acquisito con la transizione veloce ed esegue un passaggio in salto per il post del lungo che è ovviamente facile preda della difesa trentina. Esempio che non vuole colpevolizzare il giocatore, ma che dà chiaramente la misura di come Milano soffra la squadra allenata da coach Buscaglia e non riesca nemmeno ad esprimere una pallacanestro degna di chiamarsi tale. Alle 20 perse dei biancorossi, peraltro, corrispondono 13 recuperi dei trentini (a fronte di soli 7 turnover), ovverosia numeri che corrispondono alle medie statistiche viste nei primi due incontri di questa Serie. Solamente che, stavolta, Milano non può aver risentito della pressione del Forum.

@ PalaTrento – Trento (TN)
TABELLINO COMPLETO

TRENTO NUMERI DELLA PARTITA MILANO
21 – Gomes  PUNTI Kalnietis – 14
 10 – Gomes  RIMBALZI Kalnietis – 7
 7 – Craft ASSIST tre giocatori – 3
 2 – Gomes  STOPPATE Pascolo – 2
 27 – Gomes  VALUTAZIONE Kalnietis – 17
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