One-man-show di Pascolo, ma Gara-1 è dell’Orlandina

Primo match di Playoffs e subito primi problemi per una Milano che si conferma nemica di se stessa, specialmente per come gioca e che deve aggrapparsi unicamente a Pascolo (17 punti nell’ultima frazione per lui) per sperare in una vittoria che, però, non arriva. L’Orlandina conquista la prima vittoria della sua storia nei Playoffs e gioca una pallacanestro stupenda, completando un capolavoro che toglie qualche certezza a una Milano davvero irriconoscibile, Pascolo escluso. I fischi del Forum, in tal senso, sono sintomatici. Va detto, però, che i siciliani trovano una partita quasi perfetta e rispolverano individualità che hanno classe, talento e concretezza, con un leader seduto in panchina che riesce a far girare meravigliosamente un collettivo alquanto sottovalutato da molti.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO BETALAND CAPO D’ORLANDO
80
87

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

8 – Le perse dell’Olimpia solamente nel primo quarto di gioco. La partenza dei biancorossi è da incubo, con i siciliani che piazzano un parziale di 0-8 dopo poco più di 1 minuto di gioco, sfruttando al meglio gli errori dei padroni di casa nella costruzione dei possessi offensivi. Hickman da playmaker aggiunto continua a soffrire molto, ma nella prima frazione anche Macvan sembra essere particolarmente fuori match. Se i ragazzi di coach Repesa non sprofondano definitivamente già dopo i primi 10′ è grazie alla grande presenza a rimbalzo offensivo (7-1 il computo delle carambole offensive, a favore di Milano) e a qualche forzatura di troppo in transizione da parte dei siciliani. Alle 8 perse va sommato lo 0/9 da tre punti di squadra con cui l’Olimpia piazza una delle peggiori performance stagionali a livello di singoli quarti di gioco; e va aggiunta anche la difficoltà nel difendere il gioco in post-basso di Iannuzzi e Archie.

10 – Gli assist smazzati dagli ospiti nel primo tempo, contro i soli 7 di Milano (“soli” se rapportati alla media stagionale dei campioni d’Italia in carica). La differenza nella qualità del gioco è lampante: Capo d’Orlando riesce a correre bene in transizione – anche perché Milano commette errori su errori in possesso – e sfrutta al meglio ogni pausa difensiva dei biancorossi, mentre l’Olimpia si specchia nel proprio talento e vive di passaggi in salto tanto insensati quanto sanguinosi. Proprio il gioco in transizione è un aspetto fondamentale: in Stagione Regolare l’Olimpia aveva trovato un punto di forza nella possibilità di correre il campo e trovare tiri nei primi secondi del possesso, mentre in questo primo tempo a giocare molto in transizione sono stati gli ospiti, mentre i meneghini hanno sofferto a 360° in fase offensiva.

7 – La valutazione personale di Davide Pascolo nella prima metà di partita. Il talento italiano è, con tutta probabilità, uno dei due migliori tra le file di Milano nei primi due quarti, anche perché è l’unico a metterci intensità in fase difensiva e a trovare il canestro con continuità. Pascolo non è esente da qualche peccato – considerando le 2 perse evitabili – ma rimane uno dei soli due biancorossi che gioca una partita di pallacanestro come si dovrebbe. A fargli da partner, in questa positività, è Mantas Kalnietis, poiché il playmaker lituano riesce a far girare la squadra e si dimostra valore aggiunto a rimbalzo. Sicuramente, però, nel momento in cui i milanesi recuperano lo svantaggio accumulato nel primo quarto è proprio Pascolo a travestirsi da trombettiere per suonare la carica.

1 – L’azione simbolo dei primi tre quarti del match. A metterla a segno è Milenko Tepic che prima recupera la sfera, poi va col palleggio sotto le gambe di Hickman e infine piazza un assist dietro la schiena per il comodo layup di Kikowski a centro area. Azione emblematica perché racchiude tutto quello che si vede nei primi 30′ del match e, specialmente, nel terzo quarto: le difficoltà offensive e difensive dell’Olimpia, la grandissima transizione e la fluidità di Capo d’Orlando. La differenza qualitativa tra le due squadre è lampante, anche perché Milano sbaglia completamente le letture e non riesce a trovare spaziature utili ad arrivare a soluzioni offensive pulite. La differenza di valutazioni di squadra a fine terzo quarto spiega bene il rendimento delle due contendenti: Milano 52, Capo d’Orlando 73. Ma a fare impressione è il computo degli assist, che vede gli ospiti surclassare l’Olimpia con un 18-10 che non ammette diritti di replica.

17 – I punti realizzati da Davide Pascolo nell’ultima frazione della sfida. Il lungo di Milano è il giocatore che ci mette animo, cuore e attributi per permettere ai padroni di casa di rientrare da uno svantaggio di 15 lunghezze. Quello che va in onda nel quarto periodo è un one-man-show a 360°, perché Pascolo realizza da qualsiasi posizione e in qualsiasi modo, è fondamentale a rimbalzo e tiene bene anche in fase difensiva. Il problema è che Hickman decide di vanificare tutto quanto di buono fatto dal compagno, commettendo un fallo su Delas e causando una reazione che porta a un fallo tecnico (assegnato alla panchina poiché Hickman è già al 5° fallo personale). Risultato? 5 punti dell’Orlandina, con la tripla di Ivanovic che permette ai siciliani di fare festa per la prima vittoria della loro storia nei Playoffs.

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TABELLINO COMPLETO

MILANO NUMERI DELLA PARTITA CAPO D’ORLANDO
24 – Pascolo  PUNTI Iannuzzi – 18
 11 – Simon  RIMBALZI Iannuzzi – 8
 5 – Kalnietis ASSIST Ivanovic, Tepic – 7
 3 – Pascolo  STOPPATE Archie – 2
 25 – Pascolo  VALUTAZIONE Tepic, Iannuzzi – 23
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