In Europa soliti problemi lampanti, soliti risultati

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Doveva essere un match tra quelli che, prima di questo confronto, erano il peggior attacco della competizione (quello catalano, con 72.4 punti realizzati a partita) e la peggior difesa (quella milanese, con 88.5 punti concessi di media), ma così non è stato. O, per lo meno, non lo è stato nel primo tempo, poiché nella ripresa l’Olimpia ha sperperato quanto di buono fatto fino al 17° di gioco, ovvero fino al momento in cui è iniziato un parziale conclusosi con 0-11 negli ultimi tre minuti del primo tempo. La partita contro i catalani – inutile ai fini del discorso qualificazione, forse per ambo le squadre – mette in evidenza, per l’ennesima (e spero, ultima!) volta i problemi principali di questo corso milanese: la mancanza di un leader e il rendimento di Miroslav Raduljica. Se Sanders non ingrana e Tomic gioca la seconda miglior partita stagionale in Europa, dopo che la prima era stata proprio quella disputata all’andata al Palau contro i biancorossi, direi che non vi è bisogno di spendere altre parole in merito.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO FC BARCELONA LASSA
78
83

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

13 – I punti realizzati da Ante Tomic nel primo quarto della sfida. Come all’andata al Palau, anche in questo match di ritorno il centro croato mette in crisi la difesa biancorossa con la sua fisicità sotto canestro e il suo perfetto timing nel pick&roll con Renfroe. La mano è quella dei tempi d’oro, i movimenti non si discutono, ma il dato statistico deve far riflettere non poco l’Olimpia: Tomic – nel solo primo quarto – realizza praticamente lo stesso o un più alto numero di punti che in 18 uscite stagionali. Nelle ultime 5 partite, il centro del Barça viaggiava a 3.2 punti di media e non è un caso che, proprio all’andata contro Milano, aveva fatto segnare il suo season-high alla voce “punti realizzati”. Milano soffre tantissimo sul pick&roll – non da questo match, anzi – e i numeri del croato confermano uno dei leitmotiv negativi stagionali.

10 – I giocatori milanesi che smuovono il loro tabellino alla voce “punti” nel primo tempo. Coach Repesa dà tanta fiducia al gruppo italiano e ne viene ripagato: Abass, su tutti, trova molta confidenza con il canestro, ma anche Fontecchio è letale in catch-and-shoot da oltre l’arco dei 6.75. Unico neo? I tre falli personali di Simone Fontecchio e di Davide Pascolo, il quale aveva fatto vedere le solite giocate col perno e concretizzato un gioco da tre punti nella seconda frazione dopo un bel rimbalzo offensivo in mezzo a tre maglie blaugrana (oggi coi colori della bandiera catalana, a dire il vero). L’Olimpia riesce a giocare bene con transizioni veloci e penetrazioni comode, anche perché il Barça difensivamente sembra essere lontana parente della squadra che, statisticamente, vanta la quarta miglior difesa della competizione.

13 – Le perse dei catalani all’intervallo lungo. La squadra di coach Bartzokas non riesce a giocare una pallacanestro che non viva di pick&roll e individualità (e Macvan, nell’intervallo, lo fa notare bene all’intervistatore di EuroLeague tv), ma commette molte – e banalissime – infrazioni. Gli ospiti prendono solamente 24 tiri – peraltro con ottime percentuali: 78.6% da due e 40.0% da tre – eppure riescono comunque a trovare 41 punti nei primi 20 minuti, a sole quattro lunghezze dall’Olimpia. La chiave del vantaggio milanese, in gran parte, sta proprio in queste perse dei catalani, anche perché, quando il Barça inizia a difendere e trovare continuità, Milano concede un parziale di 0-11 nei tre minuti conclusivi del secondo quarto, che permette ai catalani di rientrare ampiamente in partita (al 17°, infatti, i biancorossi erano avanti di 15 lunghezze).

1 – Il giocatore che piazza il break per i catalani alla ripresa del gioco dopo l’intervallo. Si tratta di Aleksandar Vezenkov, ala classe 1995 semplicemente inarrestabile. Nell’incredibile stagione del Barça, Vezenkov è una delle poche note liete: nel terzo quarto sale in cattedra con giocate di puro talento e cattiveria agonistica, trovando 8 punti (sui 24 totali degli ospiti) e svariati assist per il gioco a due con Ante Tomic. Se si mette in ritmo, il talento bulgaro – ma nato a Nicosia – riesce ad essere il perno di una squadra che è alla continua ricerca di un’identità e che sta vivendo una stagione di alti e bassi, addirittura peggiore di quei mesi di buio totale patiti da Milano in EuroLeague. Ad aiutarlo, va detto, ci pensano i blackout difensivi dei padroni di casa, che non riescono a dare continuità a quanto di buono fatto vedere nei primi 17 minuti della sfida e riprendono mentalmente dal parziale negativo di 0-11 con cui avevano visto chiudersi il primo tempo.

9.54 – I minuti e i secondi giocati da Miroslav Raduljica in questa partita. Un’inezia, bastata comunque a Tomic per dominare in lungo e in largo in pick&roll e sotto i tabelloni. Da anni, Milano deve sistematicamente ricorrere a innesti in corso d’opera per rimediare alle falle presenti nello spot di “centro”. Stavolta, però, non si stupisca nessuno: Raduljica è questo tipo di giocatore da anni, per lo meno nei club (in Nazionale serba il discorso cambia molto, anche perché il sistema e i compagni sono un pelo diversi). E, per quanto McLean lotti sempre come un indomabile leone, la falla strutturale comincia a fare qualche danno anche in ambito italiano, dove Milano sembra non avere rivali, visto roster a disposizione e format della Serie A.

@ Mediolanum Forum – Assago (MI)
TABELLINO COMPLETO

MILANO NUMERI DELLA PARTITA BARCELLONA
 14 – Abass  PUNTI Tomic – 19
 5 – Cinciarini  RIMBALZI Tomic – 9
 6 – Kalnietis ASSIST Rice – 6
 1 – Cinciarini  STOPPATE Claver, Faverani – 1
 17 – Cinciarini  VALUTAZIONE Tomic – 24
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