Milano è stupenda, ma il doncicismo non perdona

Dopo mesi di difficoltà, Milano è finalmente tornata a ruggire anche in EuroLeague. La prestazione offerta oggi a Madrid è una di quelle da incorniciare e da prendere come modello per gestire la restante parte di stagione nel miglior modo possibile. Certo, alcune difficoltà permangono ancora, specie in fase di rimbalzo e di playmaking in certe situazioni di adattamento della difesa avversaria, ma oggi ci si può solo togliere il cappello davanti alla prestazione offerta dai biancorossi di coach Repesa. La vittoria sfugge solamente per dettagli e per un finale in cui il canestro decisivo di Ayon arriva dopo un gran lavoro difensivo di Raduljica vanificato dalla confusione generale della zona in cui finisce la sfera.

REAL MADRID EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
94
89

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

63.6 – La percentuale da due punti di Milano nella prima frazione di gioco. L’Olimpia sfrutta benissimo i blocchi dei propri lunghi e il pick&roll di McLean, ma il Real fatica molto a difendere 1vs1, specialmente su Simon. Il croato riesce a mettere in difficoltà la difesa castigliana passando da un ritmo compassato a un’accelerazione improvvisa non appena arriva il blocco del lungo; le esitazioni a centro area, poi, lo aiutano ad eludere i tentativi di recupero dal lato debole. I madrileni abboccano praticamente ad ogni finta (e ciò si ripete anche nella seconda frazione), permettendo agli ospiti di trovare comodi appoggi al ferro dopo aver battuto il diretto marcatore e non aver trovato aiuto e recupero. Il primo quarto dei biancorossi è più che positivo, anche se il tiro dalla distanza non sembra essere amico (o/3 nella frazione, contro il 3/6 dei padroni di casa).

8 – I punti realizzati da Luka Doncic nel secondo quarto. Vederlo in campo, a 17 anni, è semplicemente uno spettacolo per gli occhi: non solo offensivamente e ciò è testimoniato dall’incredibile stoppata che rifila a McLean su una rotazione difensiva perfetta e da quella sulla penetrazione di Hickman, che porta anche a un recupero difensivo. In attacco trova ritmo da oltre l’arco e si diverte a mettere in ritmo praticamente tutti i compagni. Ciò che più spaventa del talento sloveno è la solidità mentale: bacchettato da coach Laso per aver concesso qualcosa in difesa, gli risponde con una tripla in scioltezza e lo guarda come a fargli capire che è presente nel match.

8 – I giocatori di Milano che trovano punti nella seconda frazione di gioco (solamente quattro quelli del Real). L’Olimpia sfrutta al meglio le amnesie difensive dei castigliani per punire con giocate essenziali ed efficaci: dall’arresto-e-tiro al tracciante profondo in area per servire un’ala dimenticata sola, passando dalla comoda penetrazione dell’esterno. Coach Laso è imbestialito per l’incapacità dei suoi di leggere i possessi offensivi biancorossi e per la leggerezza mostrata nel concedere comodissime soluzioni a una squadra che, praticamente, si ritrova a non dover forzare nemmeno un canestro, fatta eccezione forse per la giocata con cui Raduljica apre la frazione. Il 17/23 da due punti con cui Milano chiude il primo tempo è emblematico: pur soffrendo molto a rimbalzo e non riuscendo a giocare molto in transizione, l’Olimpia sfrutta al meglio la pessima difesa dei Blancos nei primi 20′ della sfida.

2 – I fattori che permettono alle squadre di rimanere in sostanziale parità durante tutto il terzo periodo: i rimbalzi offensivi per il Real Madrid e i viaggi in lunetta per l’Olimpia Milano. I padroni di casa lavorano benissimo sotto i tabelloni e fanno valere la taglia fisica di molti giocatori (Randolph e Ayon su tutti); riciclando il possesso, permettono a Jaycee Carroll di mettersi in ritmo più volte da oltre l’arco (lo statunitense piazza 11 punti solamente nella terza frazione). Gli ospiti, invece, sfruttano gli errori difensivi dei castigliani e trovano aiuti insperati anche nel nervosismo e nei banali falli di molti blancos. I 14 liberi tentati dai biancorossi sono dato statistico importantissimo, poiché sono ben 11 (su 24) i punti realizzati dalla lunetta.

9 – La valutazione di Miroslav Raduljica. Il centro serbo è in netta crescita e regala anche sprazzi di spettacolo (si pensi all’assist per Dragic, che porta al potenziale gioco da tre poi non concretizzato dallo sloveno). Soffre giocatori come Hunter, ma questo lo si sapeva anche prima che arrivasse a Milano; accoppiargli un centro che gli permetta di esaltarsi offensivamente, magari con un minutaggio ridotto proprio come accaduto oggi, sarebbe la mossa ideale per mettere la squadra nelle migliori condizioni di esprimere una pallacanestro che sarà sicuramente incentrata sulla produzione offensiva piuttosto che sulla consacrazione difensiva.

MVP – Sergio Llull, senza se e senza ma. Giocatore clamoroso per capacità di decidere le partite anche – e nonostante – percentuali non ottime dalla lunga distanza. Llull è il faro di questa squadra: capace di dettare i tempi come playmaker, mortifero come tiratore, tignoso come difensore. Impossibile, però, non menzionare uno dei più grandi talenti che l’EuroLeague abbia mai potuto ammirare, se rapportato all’età. Luka Doncic è il futuro, ma occorre una restaurazione se i re del gioco europeo non vogliono essere detronizzati uno alla volta.

@ Wizink Center – Madrid (E)
TABELLINO COMPLETO

MADRID NUMERI DELLA PARTITA MILANO
 20 – Llull  PUNTI Simon – 20
 8 – Randolph, Ayon  RIMBALZI Macvan – 7
 9 – Llull ASSIST Kalnietis – 4
 2 – Doncic  STOPPATE Pascolo – 1
 23 – Doncic  VALUTAZIONE Simon – 21
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