Al giro di boa in EuroLeague, come siamo messi statisticamente?

il

15 partite della massima competizione europea per club le abbiamo già disputate, ovverosia tutto il girone d’andata. Ce ne mancano altrettante, per completare la Stagione Regolare. Cosa aspettarsi? Difficile dirlo. Milano non vince in EuroLeague dal 15 novembre 2016 (qui il tabellino della vittoria sul Baskonia) e ha una striscia aperta di 8 sconfitte consecutive. Il girone di ritorno si aprirà domani, con la trasferta ad Istanbul contro il Fenerbahce; non proprio l’avversaria più abbordabile per interrompere tale striscia. Tra conferme di sorta, uscite pubbliche non condivisibili da parte della società e difficoltà evidenti sul parquet, vi sono numeri che spiegano bene quanto Milano stia soffrendo in questa stagione europea.

81.7 – I punti realizzati di media dall’Olimpia in 15 partite finora disputate. Milano può vantare il quarto attacco della competizione, dietro all’Efes (84.3), al Real Madrid (86.9) e al CSKA Mosca (88.7). Vero è, però, che Milano non supera gli 80 punti realizzati dalla settima giornata, proprio nell’ultima vittoria conquistata. Da allora, la media realizzativa parla di 72.5 punti realizzati a match, in 8 partite giocate. Certo, alcune avversarie erano di assoluto spessore (Fenerbahce, CSKA, Panathinaikos e Barcelona), ma è indubbio come i meccanismi offensivi dei biancorossi si siano inceppati dopo le belle prestazioni offerte nelle prime sette partite. Belle veramente? Milano non giocava una pallacanestro celestiale, ma trovava realizzazioni facili in catch-and-shoot e sfruttava giochi essenziali (si pensi al taglio backdoor di Dragic quando Raduljica aveva palla in post-medio) per ottenere risultati concreti. L’affaire-Gentile, i vari infortuni (Macvan, Simon e ora Sanders), la querelle post-trasferta di Torino e la mancata difesa della società al proprio allenatore sono tutti fattori che hanno influito sul calo offensivo milanese. Rimane chiaro, però, che grandi responsabilità spettino anche alla guida tecnica, specie nell’utilizzo di certi giocatori. Sanders veniva proposto spesso e volentieri fuori ruolo; Raduljica si trova a giocare a metri dal pitturato, per quanto il suo piazzato possa essere considerato un’arma importante; Kalnietis non può giocare in transizione poiché Milano non corre e, quando lo fa, lo fa male. Come mi ha fatto notare Dario Cervati, in una chiacchiera pomeridiana, sarebbe più corretto analizzare i punti per possesso o, in assenza, l’OffRtg, il quale analizza i punti realizzati da una squadra per 100 possessi. Milano ha un Offensive Rating pari a 110.4, ovverosia per 1oo possessi l’Olimpia realizza 110.4 punti; in questa particolare categoria, i biancorossi risultano ottavi dopo 15 partite. Il problema è che Milano è una squadra da 88.2 possessi giocati a partita (aggiustati sui 40′) – come il Real e 4° in questa graduatoria, poiché solo Baskonia (88.4), Maccabi (88.6) e CSKA (89.8) giocano più possessi. Le due statistiche ci dicono che Milano gioca molti possessi, realizzando comunque meno di 1 punto per possesso. In questa statistica, però, bisognerebbe considerare principalmente i possessi che portano a un tiro, per valutare meglio come l’Olimpia distribuisca percentuali nelle scelte se da tre o da due punti. Si ricordi, inoltre, che il ragionamento sui punti realizzati è inflazionato dalle prime 7 partite, in cui i biancorossi erano una squadra dal rendimento completamente opposto rispetto a quanto visto dal 16 novembre in poi.

33.5 – I rimbalzi conquistati a partita dall’Olimpia. Sento spesso dire che questa squadra soffre molto a rimbalzo, ma i numeri non sembrano suffragare tale tesi. Nelle 15 partite giocate, però, Milano ha sofferto a rimbalzo solamente ad Atene contro l’Olympiacos (42-29), a Kazan (38-23) e a Barcellona (35-28). Nelle altre 12 partite, la differenza di rimbalzi tra Milano e l’avversaria – fosse essa a favore dei biancorossi o no – non ha mai superato le 5 carambole, eccezion fatta per la trasferta ad Istanbul contro il Darussafaka, dove l’Olimpia ha dominato con 42 rimbalzi conquistati, contro i 26 dei turchi. I biancorossi sono noni per media rimbalzi, avendo alle spalle anche squadre come Barcellona e Fenerbahce. Il problema dove sta, allora? Nei rimbalzi concessi ai centri dinamici, undersize ed esplosivi. Qualche nome e rispettivo rendimento contro di noi: Dunston 8 rimbalzi (media 6.1), Tyus 7 (media 5.5), Randolph 14 (media 5.9), Singleton 10 (media 6.1), Dorsey 10 (media 6.5). Da questi numeri, estrapolare il concetto che Milano non ha un giocatore da opporre a un tipo di centro così, sarebbe fuorviante. Non solo perché McLean è un 5 adattato che comunque battaglia degnamente, ma anche perché bisognerebbe valutare tali medie alla luce del minutaggio e del TRB%, ossia una stima della percentuale dei rimbalzi conquistati da un giocatore su quelli disponibili mentre il giocatore è in campo. Chiaro, però, che si possa azzardare quanto segue: la mancanza di un centro di questo tipo – come lo fu Lawal nell’unica annata europea trionfale – si fa sentire anche in logica di protezione del ferro e difesa sul pick&roll.

17.3 – Gli assist smazzati di media dall’Olimpia. 259 in 15 partite. Analizzare solo la media assist, tuttavia, ci farebbe perdere di vista un’altra statistica fondamentale. Premetto subito che Milano ha subito uno scarto importante, per assist realizzati in un singolo match, solamente alla 14° giornata in quel di Barcellona (30-17 il computo, a favore dei catalani). Analizzando il rapporto assist/turnover (quello che in sigle è AST/TO) e moltiplicandolo per 100, si ottiene un punteggio di 126.3. Solo Darussafaka, Olympiacos, Maccabi e Baskonia fanno peggio. Se ricordiamo però le prime 7 partite, notiamo come Milano fosse una squadra che faceva del tiro su scarico o della situazione di catch-and-shoot un’arma fondamentale, che rendeva poiché le percentuali erano alte da parte di tutti (si pensi al solo Abass, che in quell’intervallo, era 5/9 da tre punti). Anche questa statistica ha visto una caduta dal turning-point individuabile nel match contro il Baskonia – ultima vittoria biancorossa in EuroLeague – poiché da quel momento di svolta il dato è sceso a 113.0 in 8 partite disputate (tutte perse). In queste otto sconfitte consecutive Milano non ha smesso di passarsi la palla (16.3 gli assist di media), ma ha sicuramente cambiato il modo di farlo. Gli assist arrivano più dall’individualità che non da una circolazione di palla efficace come quella vista, ad esempio, contro il Maccabi alla prima giornata, o contro l’Efes alla sesta. In contemporanea, le 14.4 perse di media in queste 8 partite hanno causato una media di 15.5 punti subiti da turnover (il picco: 21 punti realizzati dal Pana da turnover biancorossi, 14 in totale in quel match). Statistica impressionante, se si pensa che nelle prime 7 partite (eccezion fatta per il match contro il Darussafaka, poiché troppo assurdo per inficiare una statistica di questo tipo, considerando che furono 30 i punti subiti da turnover), Milano subiva 12.5 punti da turnover. Qualcuno potrebbe obiettare che tre punti siano un’inezia, ma su 13.7 perse di media sono tantissimi.

Anche in questo caso, come per l’analisi statistica sulla Serie A, i numeri non dicono tutto e sono assolutamente contestabili. Gli stessi, però, evidenziano l’involuzione milanese sotto più punti di vista.

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...