Milano soffre contro Pesaro, ma vince ed è prima nel girone d’andata

158° sfida in Italia tra l’Olimpia Milano e Pesaro, due dei club più ricchi di storia della nostra pallacanestro, che hanno segnato indelebilmente gli anni ’80. In terra lombarda Milano ha perso solamente 10 volte contro i pesaresi – a fronte di 68 vittorie – ma lo stato di forma attuale dei ragazzi di coach Repesa non consente di fare completamente affidamento su una statistica storica più che positiva. Milano continua a vivere di sfuriate, ma soffre comunque anche contro i pesaresi e la vince unicamente grazie al talento e alla lunghezza di un roster che, per nomi e qualità, rimane impressionante nonostante le difficoltà biancorosse. Con la contemporanea sconfitta di Reggio Emilia a Pistoia, peraltro, Milano è matematicamente prima in Classifica al termine del girone d’andata.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO CONSULTINVEST PESARO
88
84

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

7 – Le perse dell’Olimpia nel primo quarto della sfida. Milano soffre incredibilmente in fase offensiva e commette errori banali, non accettabili da una squadra che punta a dire la sua anche in EuroLeague. Dagli scarichi, ai ribaltamenti di fronte, passando per i pick&roll, la fase offensiva dei biancorossi è un pianto continuo. Vedere certi turnovers offre la dimensione della Milano attuale: apatica, deconcentrata, mai pungente e sempre in affanno. Il problema, oltre alle perse, sono le percentuali: 2/8 da due punti e 1/4 da tre punti fotografano molto bene le difficoltà di una squadra disunita, fuori partita e mai incisiva in questo primo quarto. Le cose migliori, incredibilmente, vengono dalla lunetta, poiché Milano trova 12 liberi solamente nella prima frazione – dei quali 9 trasformati – e rimane a contatto proprio grazie alla produzione dalla linea della carità.

5 – Le triple realizzate da Pesaro nel secondo quarto, otto nel primo tempo. La squadra di coach Bucchi si affida al talento – e un po’ anche alla fortuna, specie nelle triple di Ceron – per tenere botta nel momento in cui l’Olimpia prova a piazzare lo strappo con le giocate del trio italiano Pascolo-Fontecchio-Cinciarini. Pesaro chiude il primo tempo di gioco con un importante 8/14 da oltre l’arco (contro il 3/9 dei padroni di casa) e sfrutta al meglio ogni errore difensivo milanese – si pensi alla tripla con cui Gazzotti punisce un cambio difensivo biancorosso, obbligando Raduljica ad uscire in angolo con colpevole ritardo. Il tiro dalla lunga distanza è un’arma fondamentale per gli ospiti, specie nel momento in cui il duo Nnoko-Jones è fuori causa per problemi di falli e i pesaresi perdono molto nel gioco interno, dovendo così affidarsi ad esterni tiratori.

10 – I punti realizzati da Davide Pascolo solo nella seconda frazione. Il lungo italiano è fondamentale nella rimonta biancorossa tra fine primo e inizio secondo quarto, con Milano che attua una difesa press a tutto campo e inizia a conquistare recuperi difensivi già dalla rimessa a fondo campo dei pesaresi. Pascolo è fondamentale con letture offensive, tagli e presenza anche a rimbalzo: ciò che colpisce più di tutto, però, è l’intelligenza cestistica di un giocatore che fa sempre la cosa giusta nel momento adatto. Dal taglio backdoor al passaggio illuminante per attaccare al meglio la zona, l’ex-Trento è un giocatore dall’importanza capitale per una Milano in questo stato di forma. Peraltro, sono proprio gli italiani a ridare speranze all’Olimpia: oltre al citato Pascolo, anche Cinciarini e Fontecchio risultano fondamentali nei parziali con cui i milanesi rientrano in partita. I plus/minus, al 20′, sono in tal senso emblematico: +17 Fontecchio, +15 Pascolo, +14 Cinciarini.

1 – Il fallo che potrebbe vanificare quanto di buono fatto da Milano nel secondo quarto: si tratta del tecnico fischiato a Dragic al 24° minuto, mentre Milano era sul +11. Da quel fallo, mi sarei aspettato una spirale negativa di errori, per una squadra che soffre molto mentalmente ogni minima situazione in questo periodo. Invece, dopo aver concesso qualche sfuriata a Jones, l’Olimpia ha continuato a difendere forte e offensivamente è tornata ad affidarsi all’esperienza di Kalnietis e all’efficacia di Pascolo. Anche Milan Macvan è importantissimo nel terzo quarto, grazie a 9 punti personali (sui 25 totali dei biancorossi nella frazione), e a triple importanti proprio nei momenti in cui Pesaro sembrava poter rimanere attaccata al match.

41  I rimbalzi dell’Olimpia, contro i 21 conquistati da Pesaro. La differenza è abissale, specie in quelli offensivi (17-6 in favore dei padroni di casa), eppure l’Olimpia soffre fino alle battute finali a causa delle troppe perse (22) e di scelte offensive non sempre corrette. Il dominio a rimbalzo frutta però molto sotto il tabellone difeso dagli ospiti, poiché l’Olimpia può usufruire di extra-possessi e rimediare agli errori commessi, tranne sul possesso decisivo: Macvan, infatti, va forte a rimbalzo offensivo dopo l’errore di Abass, eppure per ben due volte consecutive sbaglia l’appoggio. Sul ribaltamento di fronte, Milano spende un fallo tattico e ringrazia Pascolo che vola in cielo sull’errore voluto di Harrow al secondo libero.

@Mediolanum Forum – Assago (MI)

TABELLINO COMPLETO

MILANO I NUMERI DELLA PARTITA PESARO
19 – Macvan PUNTI Jones – 29
9  Macvan RIMBALZI Jones – 6
6 – Kalnietis ASSIST Harrow – 7
21  McLean VALUTAZIONE Jones – 33
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