I tifosi tipo dell’Olimpia Milano – La rinascita

Ero consapevole del fatto che, prima o poi, sarebbe arrivato il giorno in cui avrei ripreso a parlare dei tifosi tipo dell’Olimpia Milano ma, si sa, il tempo è tiranno e quindi solamente ora riesco a rielaborare meglio un progetto che ho particolarmente a cuore. Sono passati due anni e mezzo dal primo capitolo e di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima, perciò era ora di creare un nuovo capitolo di una saga tanto veritiera quanto emblematica.

1) IL TUTTOLOGO. In ogni diatriba social lui c’è, perché non sa riconoscere i propri limiti: che si parli di figa o di pick&pop è sempre pronto a dispensare consigli a destra e a manca, nemmeno fosse il vate dell’arte della palla al cesto compendiata a strategie di marketing, giornalismo, storia, etica, estetica e anche pornologia. Alla tuttologia somma la dietrologia, degna della miglior puntata di Voyager e del più aulico incrocio di mani a formare il triangolo (si spera di pelo, in un angolo di cielo) del mito Lucarelli a Blu Notte. Mi chiedo proprio perché, in tutta questa tuttologia, non riesca mai a presentarsi al Forum accompagnato da qualche bella manza ma si limiti a stalkerare le foto della Vignali che in confronto io il calendario della Marcuzzi non l’ho mai consumato. Come no. REALTA’ VIRTUALE.

2) IL MAURIZIO MOSCA DE’ NOANTRI. Elemento chiave, manco a dirlo, sono le bombe di mercato: riposta articoli di Sportando interpretandoli come i nazisti sapevano interpretare il sanscrito (male, tanto che usarono la svastica con un significato completamente diverso da quello originario) o come Luca Giurato saprebbe interpretare un periodo composto di verbo e predicato. Ogni notizia equivale a una firma certa, come se budget e regole di costruzione del roster fossero elementi mitologici che hanno lo stesso peso delle triple che metteva Linas Kleiza quando contava. Ah no, quando contava Linas stava in panca. Fatto sta che a volte ci prende, con una percentuale di realizzazione pari alla tua di infilzare una del dance-team a una serata di gala. PENDOLINO.

3) IL POPULISTA. Tipo di tifoso che mi è molto caro, poiché ho iniziato la tradizione e la porto avanti con orgoglio che manco Salvini con le battaglie contro i rom; eppure a volte si esagera. Parte da ragionamenti storici per arrivare a considerazioni filosofico-morali… Ah no, fermi, quello sono io. Il problema è che se già l’originale fa cagare, figurarsi la copia come possa essere, per quanto io possa apprezzare chi cerchi di imparare l’arte e metterla da parte. Devo dire, però, che alcuni riescono a compendiare poliedricità di linguaggio e massimizzazione delle stronzate scritte, in un circolo vizioso che inevitabilmente porta i più attempati alla nevrosi pensando alle lotte care ai padri costituenti per fare dell’art. 21 della Costituzione un fondamento della Repubblica italiana. LEVATECE A’TASTIERA.

4) IL PAPA BOY. Diverge dalla versione del 2013, perché ora al Forum si presenta raramente e preferisce vedere le partite al pub con gli amici. Il problema è che, col culo che ti ritrovi, lo becchi al tuo stesso pub dove ti sei recato unicamente per capire se provochino più danni psico-fisici 5 gin tonic o una badilata di tuo zio calabrese che in carriera ha tumbulato mezza società bene di Pizzo Calabro. Si trasforma nell’equivalente del Soldato Joker mentre si rifiuta di pregare la Vergine Maria appena la terna non fischia un lieve contatto a centro area, scatenando un turbinio di bestemmie che in confronto un bar a Valdobbiadene alle ore 18:00 somiglia a una Chiesa. L’unico rimedio, manco a dirlo, è un tweet al Pontifex Francis in cui gli chiedi di fare uno scambio culturale: 105 Ave Maria in cambio della reclusione di questo timorato di Dio. OPPIACEO.

5) IL DUBBIOSO. Sui vari gruppi posta domande quali “Ma al Forum posso portare la macchina fotografica?”, oppure “Ma se domani piove, rischio di prendere l’acqua mentre faccio la fila ai cancelli?”. Ma va amico mio, Armani ha già comprato una cupola in vetro di Murano che fa calare puntualmente su un territorio equivalente alla distanza tra via della Spiga e Lacchiarella, creando un microclima così temperato che pure Barac si ridesta dal letargo e piazza un 10+10 (rustichelle + coca media) per farci vincere. L’unica domanda che dovresti porti è la seguente: “Quando imparerò a smetterla di rompere i coglioni con domande idiote: quando Milano vincerà l’Euroleague, o quando “. CATAFRATTO.

6) IL CACCIATORE DI VIEWS. Se c’è una cosa che mi sta sul gargarozzo più di Curtis Jerrells impiegato da playmaker è questo esemplare di tifoso milanese. Lo rintracci ovunque, perché riscrive una notizia già riportata da altri spammandola in tutti i gruppi nei quali è iscritto e sperando di ottenere almeno 100/150 like a botta. Se cacciasse la gnagna come caccia le visite saremmo veramente ridotti al classico prodotto che sponsorizza Eva Angelina su Brazzers ogni tanto (googlate per credere). Un esempio? Sulla trattativa con Bargnani ha scritto ormai così tanto che lo stesso giocatore ha rilasciato un’intervista in cui l’ha incoronato come suo nuovo agente. ARCO E FRECCIA.

7) IL DISFATTISTA. Repesa è un Dio fin quando Milano non esce con Trento dall’Eurocup: in quel momento tutto cambia, una crisi esistenziale assale il nostro eroe facendogli sognare le grandissime giocate disegnate da Banchi nella serie Playoff dello scorso anno contro Sassari. Così finisce che tutta la squadra diventa un’accozzaglia di scappati di casa, indegni di vestire la maglia della gloriosa Olimpia e l’allenatore diventa improvvisamente lo sc(i)emo di turno che lavora sì 24 ore al giorno (cazo), ma che non sa far nulla per creare l’elemento mistico della Milano da bere: la chimica di squadra. Allora partono post di fuoco all’indirizzo di tutti, perfino del Cardinale Scola, colpevole di non aver benedetto l’impresa biancorossa prima del match. ROMANTICAMENTE IRRIMEDIABILE.

8) IL CUMMENDA. Gli anni d’oro dell’imprenditoria italiana sembrano un lontano ricordo, ma dalla Brianza c’è sempre qualcuno pronto a riversarsi al Forum parcheggiando il proprio Range Rover HSE nel posto riservato e sedendosi in prima fila, da dove può controllare la situazione con destrezza e magari soffermare lo sguardo anche su qualche lato B, che in confronto il pubblico a Ciao Darwin sembra un insieme di chierichetti. La storia per lui è fondamentale, tanto quanto la catena di produzione, perciò si lancia in paragoni storici con giocatori delle epoche passate, del tipo “eh Gentile bravo, per carità, ma suo padre era tutta un’altra cosa”. Ha la consapevolezza di essere così ricco da potersi comprare mezzo Forum, ma non cederà mai alla tentazione di ritirare il biglietto omaggio mentre gli altri stronzi sono in fila al botteghino. NEO-FORDISMO.

La prima esperienza di questo genere suscitò il risentimento di molti che, a detta loro, si rivedevano in vari di questi ideal-tipi di stampo hegeliano, perciò stavolta voglio premettere che se parlo di queste cose è per due motivi: 1) in alcune di queste categorie rientro anche io, perciò l’esperienza personale è fondamentale; 2) non è mia intenzione offendere, perché l’ironia è un’arte tanto complessa quanto mal interpretabile. Che Andrea Amato sia con voi (se le signore gradiscono, sostituiscano pure Amato con Bruno Cerella).

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