Il gruppo B di Euroleague non è così semplice da affrontare per l’Olimpia Milano

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Che cosa aspettarsi dalla nuova stagione europea di Milano? Cosa pensare delle avversarie e delle potenzialità del roster milanese se rapportato ai valori di Efes, Olympiacos, Vitoria-Gasteiz, Limoges e Cedevita, ovvero le altre 5 squadre che compongono il Gruppo B? Cercherò di spiegare, brevemente ma con dovizia di particolari, quali potrebbero essere gli obiettivi biancorossi in questa prima fase della massima competizione europea per club.

Partiamo dal presupposto che l’Efes Istanbul di coach Ivkovic punta al bottino grosso in questa stagione: per arrivare alle Final Four i turchi hanno messo insieme un frontcourt spaventoso, ingaggiando Alex Tyus, Bryant Dunston e Derrick Brown, e hanno continuato nel progetto di inserimento di giovani dal certo avvenire (su tutti, il classe ’96 Cedi Osman e il ’97 Furkan Korkmaz). La squadra di Istanbul è decisamente fuori portata per l’Olimpia e bisogna essere onesti nel dirlo, anche perché le linee societarie sono ben diverse: Milano punta a un budget contenuto rispetto alle ultime stagioni, mentre i fondi dei turchi sembrano essere illimitati. Il primo posto nel Gruppo dovrebbe essere una formalità, anche se l’Olympiacos potrebbe dare più fastidio del previsto.

Olympiacos, per l’appunto, che si affida ancora alla solidità di Printezis e a quel Dio della pallacanestro che veste la numero sette e risponde al cognome di Spanoulis; i greci, tuttavia, non disdegnano una linea verde tra i giocatori, con ben tra classe ’94 (il più interessante è Papapetrou, anche se Milutinov è chiamato al definito salto di qualità e ha tutto per dimostrare di valere la 26° scelta dell’ultimo Draft, con cui fu selezionato dagli Spurs). Il vero ago della bilancia al Pireo, comunque, rischia di essere la coppia Hackett-Young: sull’ex-Galatasary c’è ben poco da spiegare, considerando che è un giocatore dominante in grado di dominare in ambo le fasi del gioco; sull’ex-idolo di Milano, invece, potrei scrivere un poema, ma vorrei ricordare come gli ambienti “difficili” tendano a caricare un giocatore sanguigno come Hackett. Punto forte sul suo rilancio dopo la sfortunata parentesi milanese, in cui comunque fu fondamentale per la conquista dello Scudetto nella prima stagione banchiana.

Detto delle prime due posizioni, praticamente inarrivabili già a bocce ferme, l’Olimpia non deve porsi limiti contro le restanti tre avversarie, tra le quali non vedo un possibile fanalino di coda designato come vittima sacrificale. I francesi del Limoges non vanno sottovalutati, se non altro per la fisicità dei lunghi e per l’imprevedibilità di Culpepper, un giocatore che da prima scelta offensiva garantisce sempre 15-20 punti, ovunque giochi (che, però, è infortunato e starà fuori ancora 2/3 settimane). Da tenere sott’occhio anche Leo Westermann, talento francese in cerca della definitiva consacrazione e incomprensibilmente non ancora visto ad altissimi livelli, nonostante il Barça abbia fatto carte false per firmarlo nel 2014, salvo poi girarlo in prestito proprio ai campioni di Francia in carica.

Il Vitoria-Gasteiz, dal canto suo, ha puntato su Perasovic come nuovo santone cui affidarsi e sono certo che il coach saprà ridare entusiasmo a un ambiente che per passione e tradizione ha pochi rivali in Europa. Contro la squadra basca, l’Olimpia ritroverà anche due volti noti come Bourousis e Kangur, oltre a giocatori visti in Italia quali Mike James (a Omegna lo ricordano ancora come se fosse ieri) e Adam Hanga (con Avellino dimostrò sprazzi di onnipotenza cestistica). Occhio alle prestazioni di Ilimane Diop, centro ventenne di 2 metri e 10 pronto a prendersi la scena della Fernando Buesa Arena e a dimostrare tutto il suo valore tecnico-atletico.

Il Cedevita Zagabria, infine, allo zoccolo duro croato ha aggiunto il talento di Jacob Pullen (in cerca di una seconda vita cestistica e di nuovi rendimenti ad alti livelli) e di James White, che a 33 anni è ancora una garanzia per esplosività e dinamismo; la squadra croata, forse, è quella meno attrezzata nel lotto del Gruppo B, ma può contare comunque su talenti interessanti, quali Arapovic (che sognavo a Milano) e Zganec, un’ala di cui sentirete presto parlare. Peccato solamente non poter ammirare il talento di Džanan Musa, sedicenne bosniaco dal sicuro avvenire che dominò gli Europei U-16 del 2014 con 23.3 punti, 9.0 rimbalzi e 6.3 assist di media.

In questo quadro, Milano deve far gara sui baschi per quello che potrebbe essere un terzo posto finale comunque dignitoso; non deve assolutamente mancare la qualificazione alle Top 16. Non che questo sia un obiettivo imprescindibile, beninteso, ma è chiaro come Milano non abbia nulla da invidiare a Limoges, Vitoria-Gasteiz e Cedevita Zagabria in termini di talento e profondità di roster. Le incognite più grandi? Sicuramente la continuità nei due ruoli chiave di playmaker e di centro: Cinciarini soffrirà il livello europeo ma è comunque chiamato ad esprimersi a buoni livelli anche in Euroleague, mentre le fortune sotto le plance passano per la continuità di Lawal e gli exploit di Barac.

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